RESOCONTO DELLE ATTIVITA’ SVOLTE IN COLLABORAZIONE CON L’AMMINISTRAZIONE (2 lug. – 17 dic. 2013).

domenica 28 settembre 2014

Piano Urbanistico Comunale: richesta incontro.



Piano Urbanistico Comunale
LETTERA APERTA
a Fabio Massimo L. Romano e Leucio Antonio Iacobelli
(rispettivamente, sindaco e vice-sindaco p.t.del comune di San Salvatore Telesino)
Dopo l’ultimo incontro pubblico di alcuni mesi fa (con messaggio di posta elettronica del 23 luglio scorso inviata ad alcuni tecnici di San Salvatore Telesino) è stata divulgata una nuova bozza delle norme di attuazione del prossimo P.U.C. (leggi: parte 1, parte 2 e parte 3).
La mail, firmata l’“Amministrazione comunale”, riferiva che successivamente si sarebbe svolto un incontro per valutare le eventuali osservazioni dei tecnici destinatari. Da allora nessun’altra notizia è pervenuta, né l’ufficio comunale competente ha altri documenti o informazioni, né allo stesso ufficio è stato chiesto dall’Amministrazione di esprimere un parere preventivo.
Ebbene, dopo quasi 8 anni di “lavoro” (l’iter è stato avviato con la delibera di Giunta n. 179 del 20.12.2005 e la successiva determinazione n. 69 del 28.03.2006 dell’Area tecnica-manutentiva del Comune di San Salvatore Telesino), il tecnico incaricato della redazione del piano, prof. Ing. Ferruccio Ferrigni, propone ancora una volta la versione “riveduta e corretta” delle Norme vigenti nel comune di Telese Terme che tanti disastri hanno provocato.
In mancanza di tutti gli altri elaborati (regolamento edilizio, disegno di piano, …), è anche difficile fare osservazioni o valutazioni nel merito; tuttavia, come consulta ambientale, essendo rimaste prive di riscontro le precedenti richieste fatte all’assessore all’ambiente, riteniamo indispensabile un confronto con il Sindaco e il Vice Sindaco, su una questione di fondamentale importanza per il futuro del nostro paese.
                                
Da sempre chiediamo che tutte le scelte rilevanti per l’intera cittadinanza siano indirizzate, in modo motivato e documentato, alla tutela dell’interesse pubblico e del bene comune. Abbiamo la convinzione di poter dare un utile contributo anche e soprattutto nella procedura di redazione del PUC, nella quale, peraltro, si misura l’effettiva e concreta volontà di un’Amministrazione di individuare la strada migliore per garantire partecipazione e tutela dell’ambiente (entrambi punti “qualificanti” del programma elettorale prima e di “governo” poi di questa maggioranza), contribuendo alla individuazione e corretta valutazione di tutti gli elementi significativi da tenere in considerazione (andamento demografico, offerta e domanda di nuove abitazioni, individuazione delle risorse, andamento delle attività economiche presenti sul territorio, persistenza di una crisi economica italiana e non solo, necessità di nuovi servizi, …).
Vogliamo che nel nostro paese sia impedita quella devastazione del territorio per soli fini speculativi che si è verificata in altri comuni, anche vicinissimi a noi (e in parte già anche a San Salvatore Telesino), con problemi e storture edilizie e urbanistiche i cui risultati sono e resteranno a lungo sotto i nostri occhi. Le speculazioni edilizie devono essere rese irrealizzabili e dovranno essere introdotti sistemi di regolazione e controllo dell’attività edilizia tali da disincentivare costruzioni a mero scopo di lucro. Vogliamo inoltre che siano tenute in considerazione tutte le novita’ e gli obblighi a livello locale in materia di edilizia sostenibile (risparmio energetico, uso di fonti rinnovabili, risparmio idrico, riuso del patrimonio edilizio con valorizzazione delle abitazione esistenti).
In ogni caso il P.U.C., come abbiamo ripetutamente chiesto, avrebbe dovuto essere redatto solo a valle di un percorso di vera partecipazione, dopo aver fissato insieme ai cittadini, gli obiettivi e le linee di indirizzo del piano.
In mancanza di tale confronto, a nostro avviso le Norme di Attuazione proposte dal Prof. Ferrigni devono essere abbandonate e riscritte completamente (peraltro non sembrano affatto conformi nemmeno al Piano di Coordinamento Territoriale Provinciale), a meno che questa amministrazione non voglia ricadere deliberatamente negli stessi errori già commessi a Telese Terme, con centinaia di alloggi invenduti e altre centinaia in costruzione che avranno lo stesso destino (problema già evidente anche a San Salvatore), solo per soddisfare le “aspettative” di tecnici, imprese e poco lungimiranti proprietari di fondi.


Riteniamo quindi che il Puc di San Salvatore Telesino debba prevedere e consentire solo interventi di trasformazione compatibili con le esigenze di salvaguardia delle risorse naturali, paesaggistico-ambientali, agro-silvo-pastorali e storico-culturali del nostro territorio, regolamentando in modo sostenibile le trasformazioni fisiche e funzionali ammissibili nelle singole zone del territorio comunale.
In Italia il tasso di crescita demografica è bassissimo (quel poco che c´è è dovuto prevalentemente agli immigrati), eppure il cemento consuma molto più suolo che in tutto il resto d’Europa. Dunque è doveroso difendere il territorio e il paesaggio (come scritto anche nella Costituzione) da speculazioni edilizie che non rispondono a reali richieste di nuovi alloggi e che spesso hanno il solo scopo di riciclare i proventi di attività illecite.
In particolare il P.u.c. dovrebbe indicare precise e rigide regole per la tutela e valorizzazione del paesaggio agrario attraverso la classificazione dei terreni agricoli, vietando l’ulteriore utilizzo di aree agricole ad alta produttività per insediamenti produttivi, fatti salvi gli interventi realizzati dai coltivatori diretti o dagli imprenditori agricoli, e consentendo la costruzione solo di case unifamiliari.
Ciò che maggiormente si contesta oggi, con il “senno di poi”, a Salvatore Pacelli, è di aver consentito, anzi stimolato, la realizzazione, senza alcuna regola né garanzia, di decine di capannoni inutili che hanno deturpato le nostre campagne. All’epoca pochi avevano la consapevolezza necessaria per evidenziare i rischi di quella politica che anzi, ai più, sembrava lungimirante. Oggi, invece, voi non potete ignorare le esperienze negative richiamate e la diversa sensibilità che la cittadinanza esprime rispetto alla gestione del territorio.
Vi chiediamo, quindi, un incontro urgente con la Consulta Ambientale.

martedì 19 agosto 2014

Biodigestore anaerobico alimentato da reflui e matrici vegetali: osservazioni per la Conferenza dei servizi

Trovate a questo link le osservazioni della Consulta, protocollate ed inviate al SUAP di S.Salvatore Telesino, nonchè sottoposte alla Conferenza dei Servizi del 21/08/14, in merito alla proposta di realizzazione di un impianto di biodigestione anaerobica da 100 KWe alimentato da reflui zootecnici ed insilato di mais da localizzarsi in Via Marandoli, 4 - S. Salvatore Telesino.
Nel documento si evidenziano le criticità ed i rischi legati alle emissioni in atmosfera, agli impatti sui terreni e sulle falde, specifici di questo tipo di impianti così come risulta da esperienze riportate nelle varie realtà, italiane ed estere, dove sono stati già realizzati.
Inoltre, benché la normativa nazionale non ponga particolari vincoli né preveda valutazioni preventive di impatto ambientale si sottolinea che, per il principio di precauzione, la proliferazione di questo tipo di tecnologia (relativamente recente), anche per impianti di piccola taglia, è da deprecare in particolare, tra le altre criticità, per la rilevazione di sostanze tossiche (botulino) nel terreno oggetto dello sversamento del digestato (materiale in uscita dall'impianto) in concentrazioni che meritano attenzione, quest'ultime favorite dall'ambiente anaerobico in presenza di insilati di mais così come risulta da varie ricerche e rilevazioni.
A questo scopo, consapevoli del sostanziale vuoto regolamentare volto a favorire questi impianti considerati a nostro avviso, ingiustamente, da fonti rinnovabili, è stato suggerito un elenco di pratiche finalizzate alla mitigazione dei rischi sanitari ed ambientali che si possono materializzare.

mercoledì 19 febbraio 2014

martedì 17 dicembre 2013

RESOCONTO DELLE ATTIVITA’ SVOLTE DALLA CONSULTA AMBIENTALE IN COLLABORAZIONE CON L’AMMINISTRAZIONE ROMANO (2 luglio 2013 – 17 dicembre 2013).

Facendo seguito a quanto già pubblicato sul blog della consulta, si informa sugli esiti degli incontri del 18 settembre 2013 e successivi, fino al 12 dicembre u.s. fra l’Amministrazione comunale  guidata dal Sindaco Fabio Romano e la consulta ambientale, sollecitato proprio dalla consulta dopo due mesi di silenzio dalle prime riunioni del 2 e del 16 luglio 2013 (convocate dalla nuova amministrazione, nel corso delle quali erano state ribadite alcune proposte e richieste sulla raccolta differenziata, e in particolare sul compostaggio domestico, sugli olii esausti, sul censimento delle case vuote e sfitte, ...), e sui successivi sviluppi.
Le richieste e proposte della consulta (che erano state già avanzate in precedenza anche all’ex assessore all’ambiente della Giunta Izzo), dopo oltre due mesi dall’incontro del 18 settembre non avevano avuto ancora riscontro né risposta nemmeno da parte dell’attuale amministrazione.
Ricordando come il lavoro fatto in tre anni con la precedente amministrazione non aveva mai portato a nulla di concreto (così che molti si erano stancati e avevano abbandonato il gruppo, e anche i "superstiti" avevano ormai quasi del tutto perso la fiducia nell'utilità del loro impegno), tutti i componenti della consulta ambientale avevano quindi voluto sollecitare delle risposte, auspicando un cambiamento rispetto al passato, e una diversa modalità di relazione fra amministrazione e consulta che giustifichi l’impegno volontaristico dei cittadini.
Nell’incontro del 18 settembre il Sindaco aveva quindi fornito alcune informazioni e preso degli impegni.
Dopo aver dato il tempo all’amministrazione di concretizzarli, a distanza di altri quattro mesi e a quasi sei mesi dall’insediamento della nuova amministrazione, avendo ottenuto alcuni risultati, ma avendo anche molte richieste ancora inevase sul tavolo, è ora il caso di fare il cosiddetto “punto della situazione”, anche in base a quanto emerso nei successivi incontri e confronti.
Riportiamo quindi sinteticamente le nostre proposte e/o richieste e l’eventuale esito delle stesse.

1 - Olii esausti.
Il 18 settembre il Sindaco aveva garantito che, nonostante qualche ritardo burocratico, il progetto per la raccolta comunale degli olii esausti stava per partire, essendo indubbio il vantaggio che se ne avrebbe soprattutto per il funzionamento degli impianti di depurazione, ed effettivamente l’avviso è stato pubblicato sul sito internet del Comune in data 15.10.2013. L’assessore Vitale, nel successivo incontro del 13 novembre, ha riferito che è pervenuta entro il termine del 31 ottobre una manifestazione di interesse da parte di un’azienda del settore, che sembra conforme alle aspettative dell’amministrazione (prevede fra l’altro la raccolta porta a porta come a suo tempo aveva auspicato la consulta), e che l’affidamento sarebbe  formalizzato a breve dopo aver completato alcuni adempimenti burocratici. Al momento non vi sono stati ulteriori sviluppi.

2 – Questioni rifiuti - Riduzione della “tassa rifiuti” per gli utenti che fanno il compostaggio domestico.
Negli incontri svolti a luglio con l’Amministrazione era stato chiesto preliminarmente di chiarire la questione dell’adesione alla “Città Telesina” e l’eventuale gestione associata del “servizio rifiuti”. Inizialmente era stato riferito che il comune di San Salvatore Telesino intendeva procedere autonomamente, ed era stata sottoposta all’attenzione della consulta una bozza di bando per l’affidamento con nuove modalità del servizio esternalizzato, prontamente emendata dalla Consulta, che ha formalizzato un documento (scaricabile da questo link) con alcune richieste propedeutiche ad ogni ulteriore collaborazione, richieste che non hanno avuto nessuna risposta formale.
Nel frattempo è stata pubblicata nel B.U.R.C. una delibera della Giunta regionale della Campania (D.G.R. Campania n. 221 del 05/07/2013) che ha fatto divieto, a decorrere dal giorno successivo alla data di pubblicazione della deliberazione, di indire nuove procedure di affidamento dei servizi e di disporre la proroga o il rinnovo degli affidamenti in essere a quella data, e in conseguenza di ciò, in attesa degli ulteriori sviluppi, la discussione sul tema si è bloccata.
Per quanto riguarda il compostaggio domestico, invece, il confronto è proseguito. L'amministrazione, dopo aver riferito che non era possibile riconoscere già per il 2013 uno sconto sulla "tassa rifiuti" per le famiglie che fanno il compostaggio domestico, come avevamo chiesto come consulta, ha però riferito che stava già redigendo un nuovo regolamento per la raccolta differenziata e si era impegnata a sottoporne alla consulta una bozza da discutere; questa bozza è stata poi effettivamente inviata, è stata prontamente emendata dalla consulta, ed è stata discussa in un successivo specifico incontro svolto in data 9 ottobre con l’assessore all’ambiente. Quindi, l’11 novembre scorso, sempre su sollecitazione della consulta, l’assessore ha inviato una nuova bozza del regolamento, con autorizzazione a pubblicarlo sul blog della consulta ma solo fino al 15 novembre successivo (termine poi prorogato al 17), in modo da ricevere eventuali ulteriori contributi da parte di altri cittadini. E’ stato fatto quindi un comunicato a vivitelese, con avviso anche sulla “home-page” del sito internet del Comune e relativo link al blog della consulta.
Purtroppo alla scadenza del termine nessun altro contributo è pervenuto dai cittadini, a parte un paio di critiche che comunque hanno dato la possibilità di precisare qual è il ruolo della consulta e quali sono i rapporti con l’amministrazione.
La bozza di regolamento sottoposta all’attenzione della Consulta prevedeva la concessione di uno sconto sulla “tassa rifiuti” per chi aderirà al progetto del compostaggio domestico, previa domanda di adesione degli utenti con autocertificazione e autorizzazione per i controlli che il Comune disporrà in merito.
Avevamo richiesto fra l’altro di esplicitare l’entità dello sconto o di stabilirne la misura minima.
Abbiamo chiesto in ogni caso di organizzare un incontro pubblico prima della definitiva adozione del provvedimento.
Nell’incontro del 13 novembre l’assessore Vitale ha recepito altri suggerimenti e soprattutto (d’accordo anche il Vicesindaco Iacobelli e l’altro assessore Votto, presenti all’incontro), ha assicurato che sarebbe stata valutata con attenzione la richiesta di inserimento, già nel regolamento, di un valore minimo e di un valore massimo dello sconto percentuale che potrà essere riconosciuto sulla “tassa rifiuti” a tutti gli utenti che aderiranno al progetto del compostaggio domestico, indicazione per noi fondamentale per incentivare una diffusa adesione al progetto.
Nell’incontro del 21 novembre, effettivamente, è stato comunicato alla consulta che lo sconto minimo riconosciuto ai cittadini che aderiranno al compostaggio domestico sarà del 5% e che all’esito delle verifiche a consuntivo potrà essere comunque deliberato dalla Giunta Comunale uno sconto maggiore, in funzione degli effettivi risparmi conseguiti negli oneri del servizio, fino al 20% massimo.
Nell’ultimo incontro del 26 novembre, è stata concordata la versione definitiva del regolamento e dei relativi allegati. L’amministrazione ha anche accettato di elevare al 25% il limite massimo dello sconto per gli utenti che effettueranno il compostaggio domestico all’esito delle verifiche a consuntivo sui risultati effettivamente conseguiti rispetto agli obiettivi di riduzione dei rifiuti e dei relativi costi.
A tale proposito abbiamo chiesto di pubblicare i risultati della raccolta differenziata del 2012 (sia in termini di percentuale che assoluti) e i costi analitici del servizio, e, appena possibile, anche quelli relativi all’anno 2013, per poter conoscere il dato di partenza e i risultati da raggiungere in termini di riduzione, non solo della frazione organica, ma anche, con analoghe azioni, del rifiuto indifferenziato.
L’Assessore aveva inoltre riferito che l’incontro pubblico con i cittadini sarebbe stato fatto solo dopo la definitiva approvazione del regolamento (scaricabile da questo link), avvenuta nella seduta di Consiglio Comunale  dello scorso 3 dicembre (delibera n. 40, scaricabile da questo link), concretizzando così il primo passo verso una efficace riduzione dei rifiuti alla fonte, finalizzata sia alla tutela ambientale che alla riduzione dei costi del servizio di raccolta e smaltimento. La Consulta aveva anche rappresentato l’opportunità di predisporre un “manuale del compostaggio domestico” e di avviare le azioni di informazione ai cittadini e formazione, fornendo la propria disponibilità a titolo gratuito.
A tale proposito, l’Assessore Vitale ha però riferito che nel progetto allegato alla richiesta di finanziamento regionale per l’acquisto delle compostiere (progetto La Città Telesina fa la differenza” “– Rifiuti + Raccolta differenziata), era stata inserita anche la parte relativa all’informazione, con apposito finanziamento, e che su tale sezione del progetto ci sarebbero le “aspettative” di un’associazione ambientalista di livello nazionale. 
La Consulta, quindi ha chiesto di avere copia di questo progetto per poterne valutare i contenuti e le conseguenti implicazioni con il regolamento e i risultati auspicati in termini di efficacia dell’iniziativa. Inoltre fu immediatamente rappresentato che qualora fossero stati rilevati dei “vincoli” di questo tipo nel progetto, la Consulta non avrebbe confermato la propria disponibilità ad affiancare l’amministrazione nelle attività di informazione e formazione necessarie a garantire il raggiungimento dei risultati auspicati in termini di effettiva riduzione alla fonte dei rifiuti organici.
Abbiamo chiesto quindi che fosse pubblicato il progetto di cui sopra o che ce ne fosse data copia per poterlo pubblicare come Consulta.
L’assessore  non ha dato seguito a tale richiesta e, solo casualmente, a distanza di 2 mesi dalla prima richiesta, abbiamo verificato che il progetto era allegato alla delibera di approvazione del 14/01/2013, da parte della precedente amministrazione, presente nell’archivio del sito internet del Comune recentemente riattivato. E dopo averne verificato l’effettiva corrispondenza è stato discusso all’interno della Consulta (Il progetto è scaricabile da questo link).
In dissenso con l’assessore Vitale, al quale anche in un incontro convocato dalla Consulta per il 12 dicembre scorso, abbiamo voluto ribadire il disappunto per la mancata condivisione del relativo progetto fin dall’inizio del nostro confronto sul compostaggio domestico. La conoscenza di tale progetto avrebbe influenzato anche le valutazioni della Consulta sul regolamento; riteniamo ad esempio che la parte (anche economica) relativa alle attività immateriali (“campagna di informazione “ e “consulenza esterna”) possa essere ricondotta all’interno dell’ente Comunale, eventualmente con la collaborazione della Consulta, a titolo gratuito come già detto, e che quindi non ci sia nessun obbligo per il Comune di dar seguito agli affidamenti esterni previsti dal progetto per un costo complessivo di 4000 euro.
In particolare gli espliciti riferimenti contenuti nel progetto ad attività riconducibili a campagne e iniziative proprie di Legambiente (“Il rifiuto fiorisce”, “Comuni Ricicloni”, “Scuola verde”,…), ancorché del tutto inopportuni in quanto sembrerebbero orientare le successive azioni dell’Amministrazione, non sono assolutamente vincolanti ai sensi delle disposizioni dell’avviso pubblico  (scaricabile da questo link)della provincia di Benevento. Tale avviso prevede semplicemente fra i punti qualificanti, con attribuzione anche di un apposito punteggio utile alla formazione della graduatoria in funzione della quale sono stati assegnati i finanziamenti ai comuni, la “Collaborazione con associazioni e cooperative sociali presenti sul territorio”.
Altra particolarità del progetto, come è evidente sin dal titolo, è l’aver voluto fare un esplicito riferimento all’allora costituenda “Città Telesina”, ovvero l’unione dei comuni di Amorosi, Castelvenere, San Salvatore Telesino, Solopaca e Telese Terme, comuni tutti (tranne Solopaca) finanziati dalla provincia per il compostaggio domestico, con progetti presumiamo simili a quello di San Salvatore, quindi probabilmente ideati da uno stesso “soggetto”,  e tutti quindi contenenti riferimenti a Legambiente, tanto che lo stesso assessore ci ha riferito di essere stato contattato dal referente per la Valle Telesina di tale associazione che chiedeva notizie riguardo agli sviluppi del progetto nella realtà di San Salvatore.
Abbiamo rilevato, inoltre, che il progetto prevedeva l’obbligatorietà del compostaggio domestico nelle aree rurali, mentre era facoltativo nelle aree urbane. L’assessore, di contro, ha voluto che l’adesione fosse volontaria in tutto il territorio comunale.
Altre attività dichiarate nel progetto (protocollo di intesa con gli Istituti scolastici per campagne di educazione ambientale, disincentivazione di bicchieri monouso nei bar, divieto degli shoppers non compostabili, Green Public Procurement, regolamento per le ecofeste, …), sono invece condivisibili ed è auspicabile che vengano effettivamente realizzate in maniera partecipata.
L’assessore ha riferito che il progetto è in corso di revisione da parte degli uffici comunali, che possono essere apportate solo modifiche “non sostanziali” e che nella prossima settimana il progetto sarà riapprovato in Giunta e poi inviato alla provincia di Benevento in sostituzione di quello attuale.
Nell’incontro del 12 dicembre scorso, dopo le nostre obiezioni, l’Assessore Vitale ha comunque accettato di valutare le nostre proposte, purché pervenissero entro lunedì 16 dicembre.
Come abbiamo chiaramente rappresentato all’assessore, se non potranno essere eliminate dal progetto le parti apparentemente vincolanti rispetto alla destinazione di una parte del finanziamento per consulenza esterna e modalità di effettuazione della campagna informativa (e che però non derivano da prescrizioni dell’avviso pubblico), sarebbe preferibile rinunciare al finanziamento, e realizzare il compostaggio domestico con risorse proprie. D’altra parte, bisogna tenere conto anche della necessità di un co-finanziamento da parte del comune (secondo quanto riferito dall’assessore Vitale, si tratta di €.5.200,00  IVA inclusa), che riduce il beneficio economico netto ad €.6.600,00 (da verificare). Infine, l’assessore ha accennato ad altre problematiche relative al procedimento, legate alla formalizzazione dell’impegno del comune rispetto al co-finanziamento.

3 - Questione “cave".
Il Sindaco si era impegnato ad effettuare dei controlli e degli approfondimenti giuridici rispetto a quanto segnalato dalla Consulta nel corso dell’incontro del 18 settembre e ad assumere le necessarie iniziative di cui avrebbe dovuto dare tempestiva informazione, interessando anche le altre Amministrazioni competenti in materia.
Al momento non abbiamo avuto alcuna notizia in merito alle eventuali attività svolte dal Sindaco o dagli uffici comunali su disposizione del Sindaco, o ancora da altre amministrazioni su impulso dello stesso Sindaco.

4 - Censimento delle case sfitte e dei capannoni inutilizzati (richiesto come comitato locale del Forum nazionale “Salviamo il Paesaggio”, operativo nell’ambito della consulta ambientale).
Ne avevamo discusso insistentemente con il Sindaco e con l'Assessore Iacobelli alla fine dell’incontro del 18 settembre, ribadendo ancora una volta che l'obiettivo della consulta è quello di limitare future ulteriori speculazioni sul nostro territorio salvaguardando il paesaggio e il suolo agricolo da altre cementificazioni inutili e distruzione dell’ecosistema che ci ospita, e avevamo chiesto una risposta formale al sollecito presentato il 30 luglio scorso, anche se negativa, purché adeguatamente motivata.
Ad oggi nessun riscontro è pervenuto.

5 - Procedura partecipata di redazione del nuovo PUC.
La consulta ha insistito affinché siano pubblicati sul sito i documenti e gli studi preliminari già disponibili e, tenuto conto del termine comunque imposto per l'adozione del P.U.C., pena commissariamento, abbiamo chiesto di organizzare al più presto un primo incontro pubblico con i cittadini.
Anche per questa richiesta non c’era stato nessun seguito fino a quando, in data 14 dicembre, è apparso in paese un manifesto che annuncia per il giorno 19 dicembre un incontro con i cittadini sul nuovo piano urbanistico comunale! Successivamente l’avviso è stato pubblicato anche sul sito istituzionale del comune.

6 - Antenne di Monte Acero.
Il Sindaco ha assicurato che è stato dato impulso alle procedure già attuate dalla precedente amministrazione, che però non avevano ancora portato alcun risultato, né come incasso di oneri di concessione né come eliminazione di apparecchiature abusive e relativo inquinamento elettromagnetico, ma non è ancora noto l’esito di queste iniziative dichiarate dalla nuova amministrazione.

7 – riqualificazione energetica degli immobili di proprietà comunale e impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.
Abbiamo appreso solo dagli atti pubblicati all’albo pretorio on-line dell’esistenza di un progetto per la riqualificazione energetica della casa comunale e per la realizzazione di un impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili (solar cooling), sottoposto per la richiesta di finanziamento alla regione Campania. Abbiamo lamentato di non essere stati coinvolti preliminarmente nelle scelte tecniche effettuate e abbiamo segnalato comunque le anomalie riscontrate nella procedura di approvazione dei progetti. Nell’incontro del 13 novembre l’Assessore Vitale ha riferito di non ritenere che la questione rientrasse fra le “competenze” della consulta e che non era quindi a suo parere utile un confronto con la consulta. Questa posizione non ci trova d’accordo; riteniamo che un’amministrazione non debba mai sottrarsi mai ai suoi compiti di indirizzo e vigilanza, per i quali ha delle precise responsabilità, e che prima di comunicare “indirizzi operativi” agli uffici, quando si tratta di ambiente, paesaggio, energia,  … dovrebbe sempre essere considerato utile un confronto con i cittadini e con la consulta in particolare, anche in considerazione delle professionalità che vi si possono trovare, per analizzare varie possibili alternative e decidere consapevolmente per la migliore soluzione; pertanto, anche nell’ambito della consulta, saranno prese altre iniziative per poter esaminare il progetto dei lavori che si intende realizzare, dare informazioni a riguardo ed eventualmente esprimere un parere o proposte migliorative, ove ancora possibile.

8 – attività informativa in tema di ambiente nella scuola primaria.
Abbiamo confermato la disponibilità della consulta ad affiancare l’amministrazione nello svolgimento di incontri informativi e formativi nelle varie classi delle scuole elementari (come già fatto nel 2011) e delle scuole medie di San Salvatore Telesino, mettendo a disposizione le professionalità e le esperienze presenti nella consulta.
In particolare, tale attività informativa sarebbe necessaria nell’ambito del “progetto per il compostaggio domestico”, e dovrebbe tuttavia essere accompagnata da azioni concrete (intensificare la raccolta differenziata nelle strutture scolastiche, eliminare i materiali usa e getta (utilizzando stoviglie in acciaio, piatti in ceramica e lavastoviglie), fare il compostaggio in sito dei rifiuti organici provenienti dalle mense, privilegiare i prodotti locali nella scelta degli alimenti, …).
In proposito si deve tuttavia richiamare quanto già evidenziato al precedente punto 2 a proposito del progetto “compostaggio domestico”.

9 – controllo del territorio, eventi pubblici, Parco del Grassano, centro Relax, strutture commerciali, …
Abbiamo insistito affinché l’amministrazione dedichi particolare attenzione al controllo dell’efficacia della raccolta differenziata degli utenti che maggiormente incidono sulla raccolta dei rifiuti.
Inoltre abbiamo chiesto l’acquisto di telecamere mobili per controllare il territorio e debellare il fenomeno dell’abbandono incontrollato di rifiuti, che inquinano, deturpano il paesaggio e costano cifre enormi al comune (e quindi a tutti noi) per le necessarie periodiche attività di rimozione e smaltimento.
Come consulta, dopo aver collaborato nel passato per avviare la raccolta differenziata in occasione della “sagra dello struppolo” organizzata ogni anno dalla pro-loco (che già aveva opportunamente deciso di utilizzare per la distribuzione dei cibi piatti, posate e bicchieri compostabili), quest’anno  abbiamo condiviso la scelta di proporre l’acqua potabile da acquedotto comunale, con brocche in vetro a rendere, per ridurre il consumo di bottiglie di plastica (anche l’amministrazione si è a sua volta prontamente attivata per installare due fontane provvisorie necessarie all’approvvigionamento). Essendo stata dimostrata sul campo la realizzabilità di tali azioni virtuose, abbiamo chiesto all’Amministrazione che esse vengano estese come obbligatorie per tutti gli eventi pubblici che si svolgono nel nostro comune, o che comunque siano adeguatamente incentivate. Infatti, chi organizza eventi nei quali si producano rifiuti dovrebbe versare un’apposita cauzione, che poi sarebbe restituita se la raccolta differenziata, che un obbligo di tutti gli utenti, e non solo dei semplici cittadini all’interno delle loro abitazioni, è stata fatta correttamente nel corso dell’evento.

10 – randagismo.
La consulta ambientale, nell’incontro del 13 novembre scorso, ha riproposto  all’amministrazione anche una diversa soluzione al fenomeno del randagismo. Piuttosto che “girare” 12 mila euro circa all’anno a un canile (che pure bisognerebbe andare a controllare in che condizioni tiene gli animali), sarebbe meglio procedere a una campagna di sterilizzazione, e all’adozione degli animali da parte dei quartieri o di singoli cittadini, magari prevedendo incentivi economici (utilizzando le somme messe a disposizione dei comuni dalla regione).

11 – vecchia discarica in località Selva di sotto.
Abbiamo ribadito alla nuova amministrazione la richiesta di recuperare dagli atti del comune i risultati delle analisi che hanno interessato negli anni scorsi i terreni circostanti l’area della vecchia discarica e le acque di falda, di valutarli attentamente, e, tenuto conto del lungo tempo già trascorso, di programmare comunque al più presto altre analisi, soprattutto nei terreni a valle del sito e facendo dei prelievi di acqua nei pozzi e nei valloni vicini.

Conclusioni.
L’attività di stimolo, proposta e vigilanza della consulta ambientale, ripresa dopo l’insediamento della nuova amministrazione, anche a seguito della richiesta di collaborazione della stessa amministrazione, per poter essere pienamente efficace, ha necessità che si ampli la partecipazione dei cittadini, soprattutto dei più giovani, sia per aumentare la “pressione” in occasione delle scelte politico-gestionali che riguardano l’ambiente (e soprattutto la salvaguardia del nostro territorio e del paesaggio), sia per migliorare, grazie all’ingresso di nuove energie e professionalità, la qualità dell’azione della stessa consulta.
Quando si rinuncia ad esercitare il proprio diritto alla partecipazione, anche nelle poche occasioni in cui essa viene “concessa” dagli amministratori di turno, qualunque sia la motivazione di questa rinuncia, e quando si esaurisce il proprio intervento in una sterile polemica di parte, non si fa altro che rafforzare le convinzioni di chi preferisce amministrare decidendo in solitudine su questioni che interessano invece tutti i cittadini ed hanno un impatto su ognuno di noi.
Lamentarsi “in privato”, fare il tifo per questo o quell’altro, inserire commenti anonimi nelle pagine dei social network, … sono forme di “partecipazione” che non portano a nessun risultato dal punto di vista del cittadino, e servono solo a rafforzare la “diffidenza” dei politici “di professione” rispetto alla capacità e volontà dei cittadini di partecipare direttamente ed efficacemente alla gestione del territorio elevando il livello della loro azione dalla critica fine a se stessa e dalla polemica.
La Consulta, per principio, è del Comune, non di una lista, ed è tanto più efficace e concreta quanto maggiore è la partecipazione dei cittadini, senza per questo dover derogare alla propria libertà di critica e di controllo, cosa che la consulta ha sempre fatto.
Può contribuirvi chiunque, senza necessità di tessere o iscrizioni, ha un regolamento approvato all’unanimità dal consiglio comunale, può accedere agli atti, … insomma può essere un valido strumento nelle mani dei cittadini per contribuire al governo del proprio territorio e vigilare sull’attività dei propri rappresentanti in Comune; e , contemporaneamente è uno strumento utile agli amministratori per ascoltare i cittadini, riceverne feedback rispetto alle loro iniziative e ai loro progetti o programmi, ma anche proposte, contributi, idee, …
Sia i cittadini che gli amministratori, dunque, dovrebbero fare quanto possibile per farla funzionare.

lunedì 11 novembre 2013

BOZZA REGOLAMENTO COMPOSTAGGIO DOMESTICO.

L'Assessore all'Ambiente del Comune di San Salvatore Telesino, Dott.ssa Filomena Vitale, ci ha inviato in data odierna una bozza di regolamento comunale per il compostaggio domestico, bozza che può essere scaricata dal link seguente:

https://app.box.com/s/dh4u1l86u10flz0a0t3v

La bozza era stata precedentemente discussa dallo stesso Assessore con la consulta ambientale, che aveva già proposto alcune modifiche e che aveva chiesto di pubblicarla prima dell'adozione per coinvolgere anche altri cittadini.

L'Amministrazione comunale si è impegnata, fra l'altro, a riconoscere uno sconto sulla tassa rifiuti, già per l'anno 2014, a tutti gli utenti che aderiranno al progetto, trattando direttamente i propri rifiuti organici per produrre compost.
Lo sconto verrà stabilito in funzione della riduzione che la diffusione del compostaggio domestico determinerà sul quantitativo di rifiuto organico raccolto da inviare a smaltimento (ricordiamo che la raccolta e lo smaltimento della frazione umida dei rifiuti solidi urbani è quella che maggiormente incide sul costo del servizio).

A chi farà richiesta potrà anche essere fornita in comodato d'uso la compostiera.

Tutti i cittadini interessati potranno proporre eventuali osservazioni o suggerimenti entro il 17 novembre p.v. (termine indicato dallo stesso Assessore Vitale), prima che il regolamento venga approvato dalla Giunta e successivamente dal Consiglio Comunale.

Le osservazioni potranno essere fatte  commentando questo post, inviando una mail alla consulta (consulta.ambientale@gmail.com) o al comune (sansalvatoretelesino@pec.cstsannio.it), oppure contattando direttamente l'Assessore Filomena Vitale.

Il 13 novembre, alle ore 18, nella sala consiliare del Municipio, in via Gioia, è inoltre fissato un nuovo incontro della consulta con l'Assessore, a cui tutti i cittadini interessati potranno partecipare per chiedere chiarimenti e/o proporre modifiche al regolamento.

venerdì 1 novembre 2013

Contenimento del consumo di suolo: il Forum in audizione in Parlamento.




Il 29 ottobre scorso, a due anni dalla sua fondazione, il Forum italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio è stato ascoltato dai deputati della commissione riunita agricoltura e ambiente della Camera in relazione ai lavori su due proposte di legge sul contenimento del consumo di suolo.
E' possibile scaricare il documento consegnato alla Commissione al seguente link: https://app.box.com/s/0sok0hzi834wdpt2wcj8 (si tratta di un lavoro gratuito realizzato dal basso, come tutto quello che produce il Forum, da tanti cittadini che in poche ore hanno analizzato le proposte di legge in discussione e proposto le osservazioni e gli emendamenti del caso).
Grazie anche all’attività del Forum, il tema del consumo di suolo agricolo, già al centro della campagna “salviamo il paesaggio, difendiamo i territori”, è quindi preso in seria considerazione nell’agenda politica del Paese, in conformità con gli specifici orientamenti dell’Unione Europea.
L’approvazione di una legge che arresti il consumo di suolo (l’ISPRA ha recentemente certificato un consumo di suolo di 69 ettari al giorno, 8 mq al secondo!), restituisca valore alle attività agricole e paesaggistiche e serva anche come misura di prevenzione e mitigazione del dissesto idrogeologico è percepita come sempre più impellente dalla politica nazionale.
Le nostre amministrazioni comunali continuano invece a ignorare le richieste dei comitati locali.
Il 18 settembre scorso, in occasione di un incontro fra l’amministrazione comunale e la consulta ambientale, abbiamo avuto modo di incalzare il Sindaco e l’Assessore all’Urbanistica chiedendo un riscontroall’ennesima nota di sollecito inviata per proporre lo svolgimento del censimento del patrimonio edilizio esistente sul territorio di San Salvatore Telesino, essenziale atto propedeutico ad ogni futura attività di programmazione urbanistica e di politica territoriale. In precedenza ne avevamo parlato con il Responsabile dell’Area Tecnica che, pur dicendosi disponibile, aveva subordinato ogni decisione in merito alla volontà del Sindaco e della sua maggioranza consiliare.
Purtroppo, da allora non è pervenuta nessuna risposta, né positiva né negativa, all’istanza reiterata alla nuova amministrazione il 30 luglio scorso, ai sensi della legge 241/90 e s.m.i., così come erano restate inevase quelle precedenti. E il giudizio su amministrazioni (quella attuale come quelle precedenti di San Salvatore Telesino) che non rispondono, in modo formale e motivato, alle legittime istanze dei loro cittadini, non potrà mai essere positivo, al di là del merito delle questioni.
D’altra parte, per inciso, anche sull’iter per la redazione del nuovo P.U.C., in perfetta continuità con il silenzio della precedente amministrazione, non è stata data ancora nessuna informazione e non è stato avviato nessun coinvolgimento dei cittadini, mentre si avvicina (salvo proroghe) la scadenza del 31 dicembre (termine per l’approvazione del piano, data oltre la quale subentrerebbero le norme di salvaguardia, con la decadenza del vigente PRG, e l’arrivo di un commissario ad acta).
La pianificazione urbanistica e le politiche di gestione del territorio dovrebbero (anzi, DEVONO) sempre far prevalere l’interesse collettivo (il cosiddetto “bene comune”) su quelli privati, e questo obiettivo non può essere perseguito senza un’ampia partecipazione dei cittadini, espressamente prevista e codificata dalle norme di riferimento, e che non dovrà essere vissuta solo come un formale e vuoto passaggio burocratico. Quindi abbiamo insistito affinché vengano pubblicati subito  tutti gli atti già in possesso dell’amministrazione e venga assicurata la massima trasparenza a tutto il percorso.
Ricordiamo che, secondo quanto stabilito dall’articolo 2 della legge regionale n. 16/2004 (NORME SUL GOVERNO DEL TERRITORIO), obiettivo della pianificazione territoriale e urbanistica è, in primis, la promozione dell’uso razionale e dello sviluppo ordinato del territorio urbano ed extraurbano mediante il minimo consumo di suolo. Arginare il consumo di suolo e tutelare le aree libere e agricole è quindi un obbligo di legge, ma servirebbe anche a ri-orientare il mercato immobiliare verso il recupero e il riuso dell’enorme patrimonio edilizio esistente e attualmente sfitto, vuoto o non utilizzato, imprimendo nuove energie al comparto dell’edilizia in una fase, probabilmente irreversibile, di forte contrazione.
In ogni caso, ridurre il consumo di suolo poggia le sue ragioni sulla Costituzione, e in particolare sugli articoli 9 (che indica tra i compiti della Repubblica la tutela del paesaggio e il patrimonio storico artistico della nazione) e 44 (che impone un “razionale sfruttamento del suolo”, anche a costo di porre “vincoli alla proprietà terriera privata). Inoltre nel 2006 l’Italia ha anche ratificato la Convenzione europea sul paesaggio.
Si possono anche intuire le ragioni di una “non condivisione” da parte dei nostri amministratori locali rispetto alla nostra richiesta di censimento del patrimonio edilizio esistente, finalizzata a monitorare abitazioni e fabbricati produttivi vuoti, sfitti e non utilizzati con lo scopo di rilevare la realtà delle strutture edilizie già presenti nel territorio e monitorare lo stato attuale dell’offerta edilizia prima di assumere iniziative di pianificazione urbanistica, ma vorremmo che fossero esplicitate (ammesso che siano esplicitabili) e che fosse data la possibilità di discuterle.
Probabilmente fra le ragioni di questo dissenso dei nostri amministratori locali rispetto alle iniziative per arginare il fenomeno del consumo di suolo(che a tutti gli effetti deve essere considerata una risorsa non rinnovabile) e quindi assumere le decisioni conseguenti in sede di pianificazione urbanistica, c’è anche la possibilità di utilizzare i proventi degli oneri di urbanizzazione per le spese correnti (possibilità introdotta come deroga “transitoria” nel 2001 e purtroppo sempre prorogata).
Ma per non essere incoerenti con se stessi, dovrebbero evitare di inserire promesse e impegni sulla tutela dell’ambiente e del paesaggio nei loro programmi elettorali e nelle relazioni programmatiche di mandato.
Volendo rispondere anche a chi ci chiedeva “da dove tiriamo fuori certe teorie”, oltre a richiamare la normativa vigente e le proposte di legge in discussione, rinviamo al testo di Luca Martinelli (dal titolo Salviamo il Paesaggio – Ed. Altreconomia) regalato a tutti i consiglieri comunali e riportiamo utilmente un sintetico estratto della mozione approvata dall’Assemblea nazionale del Forum Salviamo il Paesaggio del 4 maggio scorso a Bologna.
Le organizzazioni aderenti al Forum … VOGLIONO ribadire con forza – chiedendo di condividere a tutti i livelli (politico, istituzionale, associazionistico, privato) – il concetto che il suolo libero e il suolo fertile sono beni comuni degli italiani, fondamento di tutte le funzioni eco-sistemiche che stanno alla base della vita di ognuno, dai quali si ricavano prima di tutto cibo, salute, sicurezza ambientale e bellezza, un immenso patrimonio culturale collettivo e condiviso, di questi tempi la più grande opportunità economica per la Nazione. Unarisorsa insostituibile e non rinnovabile, sulla quale si può costruire il futuro del Paese e si possono creare tante opportunità di lavoro per le nuove generazioni.
…VOGLIONO segnalare che il settore agricolo e il settore turistico, due grandi asset strategici del Paese, generatori di cultura, benessere e ritorno economico, che sono stati troppo spesso relegati in secondo piano da chi progetta il futuro dell’Italia, non possono prescindere dalla salvaguardia dei territori liberi dal cemento, non consumati, non compromessi per sempre a scapito della collettività per inseguire soltanto interessi privati.
INVITANO a prendere atto che il ciclo economico fondato sul cemento che consuma nuovo suolo (libero e/o agricolo) è terminato, come ben evidenziano i dati sugli immobili costruiti negli ultimi anni e rimasti invenduti o mai immessi sul mercato (670mila, secondo Nomisma). Nel 2012 le compravendite nel settore immobiliare sono state 444.018 e segnano un meno 25,8% rispetto al 2011 (Agenzia del territorio),… la contrazione dei consumi di cemento tocca, a fine 2012, il meno 45% rispetto al “picco” del 2006, e un meno 22% sul 2011 (Aitec), come confermato anche dalla scelta del principale operatore dell'industria del cemento, che nell'ultima assemblea degli azionisti, a metà aprile, ha annunciato che ridurrà da 17 a 8 il numero degli impianti attivi sul territorio nazionale, consapevole di un trend ormai incontrovertibile.
… prendendo atto delle recenti dichiarazioni di autorevoli rappresentanti di primarie associazioni datoriali e sindacali (Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Confcooperative e Fillea Cgil in primis) che sollecitano, concordemente con i nostri appelli, la necessità di riorientare il mercato edilizio verso il recupero del vasto stock immobiliare attualmente sfitto, vuoto o non utilizzato in luogo delle nuove edificazioni, INVITANO il mondo politico ed amministrativo a concentrarsi su una concreta valorizzazione del patrimonio esistente come leva sociale e anche economica - tenendo conto del sempre più urgente fabbisogno di edilizia residenziale pubblica e sociale, dunque, ponendo la pubblica amministrazione alla guida della fase di transizione senza condizionamenti da parte del libero mercato.
RICORDANO che la crisi economica attuale è anche frutto del "connubio perverso" tra finanza e mercato immobiliare che ha trasformato le costruzioni in beni di investimento. …si continua a ritenere il "mattone" una leva di "crescita" mentre la grande quantità di invenduto mette in evidenza che è saltato il rapporto tra domanda e offerta e che continuare in questa direzione non può che aggravare la congiuntura negativa …”.
Infine, riteniamo sia utile anche riportare brevemente due concetti tratti dagli interventi del Vicepresidente della Corte Costituzionale Paolo Maddalena e del Prof. Dell’Università Ca’ Foscari di Venezia Francesco Vallerani al convegno “zero suolo, zero Paese” del 25 otobre scorso a Roma.
Popolo, territorio e sovranità sono i tre elementi fondativi dello Stato. Il suolo appartiene quindi al popolo sovrano come proprietà originaria collettiva tutelata dalla Costituzione. … lo ius aedificandi è un diritto collettivo all’integrità del territorio non collegato al diritto di proprietà privata, con la quale invece, oggi, pare identificarsi. È lo Stato che concede tale diritto a determinate condizioni contemplate dalla Costituzione” (Maddalena).
L’attaccamento delle persone ai luoghi in cui vivono, lavorano, si svagano, corrisponde a un’immagine di sé. C’è una stretta connessione tra identità personale e ambiente esterno. … veder distruggere luoghi belli e significativi per la nostra vita, quindi, determina un impoverimento esistenziale che genera malinconia. È come se morisse una parte di noi. In questo senso,contrapporsi a certi progetti che si percepiscono come lesivi dei luoghi che amiamo, significa combattere per tutelare la propria identità e qualità dell’esistenza; per evitare la perdita di senso profondo di appartenenza ai luoghi, la soluzione è prendersi cura dei luoghi” (Vallerani).